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Francesco Guccini



E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio. (da L'abero ed io)
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E pensavo dondolato dal vagone: | «Cara amica, il tempo prende, il tempo dà. | Noi corriamo sempre in una direzione | ma qual sia e che senso abbia chi lo sa? | Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, | le luci nel buio di case intraviste da un treno. | Siamo qualcosa che non resta, | frasi vuote nella testa | e il cuore di simboli pieno». (da Incontro)
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Non si lavora ad agosto nelle stanche, tue lunghe e oziose ore | mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore. (da Canzone dei dodici mesi)
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I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, | non sanno distinguere il vero dai sogni. | I vecchi non sanno, nel loro pensiero, | distinguer nei sogni il falso dal vero. (da Il vecchio e il bambino)
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Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, | parole che dicevano: «Gli uomini son tutti uguali» | e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via | la bomba proletaria e illuminava l'aria | la fiaccola dell'anarchia. (da La locomotiva)
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Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!». (da La locomotiva)
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Ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura. (da Canzone delle Osterie di fuori porta)
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Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare, fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso. (da Canzone per Piero)
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Malinconie discrete che non sanno star segrete, le piccole modeste storie mie, che non si son mai messe addosso il nome di poesie... (da Canzone delle situazioni differenti)
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Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita, | come l' avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre. (da Canzone per Piero)
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E un' altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo e voglio in questo modo dire "sono" o forse perché è un modo pure questo per non andare a letto o forse perché ancora c'è da bere e mi riempio il bicchiere... (da Canzone di notte n. 2)
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Ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno... (da Canzone di notte n. 2)
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Quand'io l'ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio, sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo..." (da Amerigo)
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Stefania era bella, Stefania non stava mai male, è morta di parto gridando in un letto sudato d' un grande ospedale; aveva vent' anni, un marito, e l' anello nel dito. (da Venezia)
Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli. (da Bologna)
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Il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere. (da Autogrill)
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Venite pure avanti, voi, con il naso corto, signore imbellettate, io più non vi sopporto infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio... (da Cirano)
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E percorriamo strade non più usate | figurando chi un giorno ci passava | e scrutiamo le case abbandonate | chiedendoci che vite le abitava, | perché la nostra è sufficiente appena, | ne mescoliamo inconsciamente il senso; | siamo gli attori ingenui sulla scena | di un palcoscenico misterioso e immenso. (da Vite)
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Ma poco più lontano un pensionato ed un vecchio cane guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare. (da Piazza Alimonda)
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Francesco Guccini



(Da un'intervista a cura di Linda Altomonte Redazione Centro Studi ASIA Dicembre 2007)
Si tende ad appartenere a una cultura… ammesso che questa cultura ci possa ancora essere, però, perché oggi la televisione livella tutto, praticamente. Si trova poi più una cultura nei piccoli centri, che rimangono ancora attaccati a certe tradizioni, che nelle città: qui ovviamente c’è più mescolanza, più fermento. Personalmente, a Pavana sento ancora questo senso di appartenenza: è un piccolo popolo, sono ancora molto legati gli uni agli altri, se c’è un funerale ci vanno tutti, ci si aiuta… Non sono sempre solo rose e fiori, intendiamoci. Però c’è un’appartenenza. Politicamente parlando, al paese ho degli amici di vecchissima data che sono completamente diversi da me: io sono di Sinistra, loro non lo sono; però ci conosciamo da tanto tempo. Ho un amico che tutte le mattine va a comperare per sé il giornale: per me compra L’Unità e Repubblica, poi me li porta a casa, per dire. Quest’amicizia non l’avrei in città con uno che la pensa diversamente da me: sarebbe molto più difficile, credo. Là c’è questo senso di appartenere a delle tradizioni: abbiamo passato l’infanzia assieme, abbiamo passato esperienze di fiumi, di boschi. Questo può essere un senso d’appartenenza.
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… io non sono d’accordo sul fatto che le mie canzoni siano ‘politiche’; o quantomeno, lo sono perché ciascuno di noi è un individuo politico, ma più che altro, se devo proprio definirle, direi ‘esistenziali’, da un certo punto di vista, ma assolutamente non politiche. Ho sempre detto che fare una canzone politica è come fare l’inno alla squadra di calcio: se uno fa l’inno alla squadra di calcio o lo fa positivo o non lo fa. La politica ha bisogno anche della critica, ha bisogno anche dell’ironia. La locomotiva forse era una canzone politica, ma qua si ritorna al discorso delle radici: in quel disco c’erano vari aspetti delle radici, e uno di questi era relativo al periodo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: ho fatto una canzone ‘à la’, cioè proprio ‘nello stile di’ quelli che facevano canzoni anarchiche in quegli anni: uso parole, nel contesto della canzone, che altrove non userei mai… Non credo a una rivolta fatta con le canzoni, né quantomeno a un certo tipo di rivolta che riguarda secoli passati o esperienze passate, sicuramente non contemporanee.
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… io non mi sento artista. Ma il suo ruolo è quello di suscitare pensieri, forse, suscitare non dico meditazioni ma dare qualcosa cui pensare, anche semplicemente raccontando una storia, inventando dei personaggi. A volte, poi, inventando dei personaggi ci si sente – scherzosamente – un demiurgo: io ho scritto dei gialli e mi dicevo “Mah, questo lo facciamo morire? Ma no…”. (Ride). Ovviamente in maniera scherzosa e superficiale. Però le canzoni, i libri hanno un potere… ci son dei libri importantissimi, altri che non sono ugualmente importanti, che però possono anche solo divertire. Che non è poco.
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Ho cominciato a leggere Pinocchio a cinque anni, quindi prima di andare a scuola, e da allora non ho più smesso… Da ragazzino tutti i testi di avventura, poi gli Americani (eravamo molto ‘americani’, in quel periodo): Hemingway, Dos Passos, Steinbeck… E in seguito sono arrivati Borges e i classici… sono un grande lettore; ascolto molta meno musica di quanto non si pensi, e invece leggo moltissimo: in una settimana anche due, tre libri!
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… quando si è giovani ci si ritiene immortali, perché c’è tanto, tanto tempo davanti; poi passati i cinquanta uno si rende conto che gli anni che ha vissuto sono sicuramente meno di quelli che avrà da vivere, perché a meno che uno non diventi centenario – caso rarissimo –si muore prima dei cento. Allora uno comincia a pensarci: “Insomma, i cinquanta che ho vissuto sono di più di quelli che mi spettano, mi toccano…”. Certo, questi sono pensieri così, come dicevo prima non è che ci pensi tutti i giorni. E però, quando muore un amico, com’è morto Gaber, com’è morto Victor Sogliani, com’è morto Bonvi, come Augusto dei Nomadi, De André, tutti in maniera diversa, ma sono compagni di strada, che ho conosciuto… li ho conosciuti quando eravamo tutti più giovani. E questi sono già andati, ci siam già salutati… tiriamo avanti, cerchiamo di pensarci il meno possibile.
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I preti e i materialisti sono diverse facce di uno stesso integralismo; ovviamente non tutti i preti e non tutti i materialisti sono così. L’integralismo per me è un gran difetto, perché l’integralista è sicuro della propria verità, e per la propria verità compie anche misfatti orrendi, e questo tutti gli integralisti, siano essi cattolici, siano essi musulmani, o ebrei. Io ho un senso, da laico, da agnostico (non sono ateo perché si fa troppa fatica: essere agnostico è una via, per così dire, ‘di mezzo’…), ho un vago senso di… di… un panteistico senso delle cose, della natura; io penso che dopo la morte non ci sia niente, però penso sempre ai miei vecchi, come se ci fossero ancora, come se fossero presenti, anche se so benissimo che non lo sono più… Più che il senso del sacro, un senso… di spiritualità, senza chiamare in causa l’anima (ovviamente non credo all’esistenza dell’anima), però un senso di ‘umanesimo’. Ecco, questa forse è la parola giusta. Quindi il sacro dell’umanesimo, il sacro dello spirito umano che si domanda, che cerca di andare avanti, a volte soprattutto sapendo che non risolverà se stesso dal punto di vista di una ‘coscienza che si placa’, ma di una coscienza che sempre dev’essere in movimento.
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Renzo Arbore




Da una intervista di Maria Antonietta Schettino 14/03/2003
Mi piace recuperare quelle canzoni che non sono mai state superate e non possono essere considerate superate perché sono capolavori eterni, senza età.
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Forse anche grazie all’esperienza della radio, riesco a cavare la vis comica di alcune persone che spesso intuisco e cerco di modellare. Poi alcuni seguono i miei consigli, altri no, perché così è la vita a un certo punto si desidera volare da soli e nel volo si può cambiare direzione.
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Io sono sempre stato un televisivo radiofonico. Anche in televisione ho sempre curato i contenuti e pochissimo l’immagine. Questo l’ho imparato alla radio dove per attrarre l’attenzione devi utilizzare parole e ritmo.
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… mi rendo conto che ho sempre scelto “l’altro”: ho sempre preso una direzione diversa. Ho fatto l’altra domenica, l’altra radio con “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento, l’altro cinema, un film sul Papa, su Fellini, l’altra musica riproponendo, con il “Clarinetto”, la canzone umoristica.
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L'ironia è non prendersi sul serio, dire luoghi comuni con l’aria di aver detto una cosa nuova. E' uno strumento sottile e difficilissimo. Potrebbe essere un esempio quando Gianni Agnelli venne a sapere che un pentito delle B.R. era tifoso della juventus e disse: “certamente di questo non avrà niente a che pentirsi.” Ecco questa è l’ironia una forma molto avanzata di umorismo.
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… i miei programmi sono rivolti a tutti, però tendono ad una doppia lettura, rivolta sia a chi è più semplice sia a chi riesce ad ironizzare su certe cose. Certo non è facile piacere contemporaneamente ad Eugenio Scalfari e alla famosa “massaia di Matera”.
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La musica è la colonna sonora della mia vita, è stata indispensabile per me. Poi io appartengo ad una famiglia molto musicale, mio padre era collezionista di melodrammi ed opere liriche, mio fratello è stato un concertista, una mia sorella era soprano leggero, l’altra si occupava di ballo, insomma le radici sono buone. 
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… di musica prima scrivevo, sono stato giornalista di musica leggera per il "Corriere della Sera" e per altri giornali, poi ho deciso di passare dall’altra parte e di iniziare a fare il musicista militante.
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La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli.
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… non mi fossilizzo su una cosa sola, mi interessano le cose più disparate: la plastica, ho una stanza di là piena di oggetti, sono diventato il più grande collezionista d’Italia. Adesso mi occupo di design, ho creato una linea di mobili, d’altronde questa casa l’ho arredata tutta io.
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Franco Battiato

  
Stiamo diventando come degli insetti; simili agli insetti. (da Shock In My Town)
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Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani, di aminoacidi. (da Shock In My Town)
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Ho sentito urla di furore di generazioni senza più passato, di neoprimitivi. (da Shock In My Town)
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Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi, se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi. (da Il cammino interminabile)
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Quando non coincide più l'immagine che hai di te con quello che realmente sei, e incominci a detestare i processi meccanici e i tuoi comportamenti. E poi le pene che sorpassano la gioia di vivere, coi dispiaceri che ci porta l'esistente. Ti viene voglia di cercare spazi sconosciuti ed allenare la tua mente a nuovi stati di coscienza. (da Personalità empirica)
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Felici i giorni in cui il fato ti riempie di lacrime ed arcobaleni, della lussuria che tenta i papaveri con turbinii e voglie. (da Tra sesso e castitá)
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Non prestare orecchio alle menzogne, non farti soffocare dai maligni, non ti nutrire di invidie e gelosie. (da Le aquile non volano a stormi)
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In silenzio soffro i danni del tempo | le aquile non volano a stormi | vivo è il rimpianto della via smarrita | nell'incerto cammino del ritorno. (da Le aquile non volano a stormi)
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Tempo non c'è tempo, sempre più in affanno inseguo il nostro tempo, vuoto di senso senso di vuoto. (da Il vuoto)
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Tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei. (da Il vuoto)
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Niente è come sembra, niente è come appare perché niente è reale. (da Niente è come sembra)
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La primavera cominciò un po' di tempo prima e l'erba si vedeva appena e noi stavamo bene. (da Era l'inizio della primavera)
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Ed è in certi sguardi che s'intravede l'infinito. (da Tutto l'universo obbedisce all'amore)
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Io ti guardavo e sognavo una vita tutta con te, ma i sogni belli non si avverano mai. (da Era d'estate).
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La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito. (da Inneres auge) 
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Franco Battiato


Noi provinciali dell'Orsa Minore, alla conquista degli spazi interstellari e vestiti di grigio chiaro per non disperdersi. (da Via Lattea)
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E ti vengo a cercare, anche solo per vederti o parlare, perché ho bisogno della tua presenza, per capire meglio la mia essenza. (da E ti vengo a cercare)
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Un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te. (da E ti vengo a cercare)
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Un oceano di silenzio scorre lento senza centro né principio. (da L'Oceano di silenzio)
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Le nuvole non possono annientare il sole. (da Lode all'Inviolato)
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E lo sapeva bene Paganini, che il diavolo è mancino, è subdolo e suona il violino.(da Lode all'inviolato)
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Ero solo come un ombrello su una macchina da cucire, dalle pendici dei monti Iblei a settentrione ho percorso il cammino arrampicandomi per universi e mondi con atti di pensiero e umori cerebrali. (da L'ombrello e la macchina da cucire)
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Nella voce di un cantante si rispecchia il sole, ogni amata ogni amante. (da Strani giorni)
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Perché sei un essere speciale e io avrò cura di te. (da La cura)
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Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. (da La cura)
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Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. (da La cura) 
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(1) - (2) - (3)

Renzo Arbore

 
Mi piacerebbe che mi definissero artista. Io mi sento showman, inventore di spettacoli radiofonici e televisivi e di cinema. Quello che mi piace sottolineare è che io ho sempre cercato di fare "l'altro", non quello che va di moda: o creo io stesso le mode, come è successo in certi periodi, oppure cerco di fare "l'altro". 
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Felicità è sapere che stai vivendo in serenità, che non hai debiti, che non hai problemi. È una condizione fortunata ma rarissima. Credo che questa sia la felicità. Quando la gente è serena dovrebbe dire: ecco, sono felice.
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Se ho fatto per tanti anni la radio e poi la televisione, e ancora continuo, è perchè mi devo divertire, non lo faccio da professionista ma da dilettante.
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"Indietro Tutta" praticamente sfotteva la liturgia e la satira della televisione degli Anni '80 e '90, degli applausi a comando, della ruota della fortuna, dell'Auditel che saliva all'apparire del sedere di una ballerina. Nella televisione successiva a quegli anni non ho visto più vera satira.
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Purtroppo negli occhi di molti conduttori vedo il vuoto pneumatico di chi i giornali li sfoglia solo dal parrucchiere.
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Il disco è ancora considerato un oggetto di svago, superfluo. Il disco ha spesso, invece, la stessa nobiltà di un libro.
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Mi piacciono i libri che narrano il "come eravamo", che raccontano gli anni nei quali ero un bambino povero come tutti gli italiani.
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Trovo che la cultura italiana si sia sempre data la zappa sui piedi.


 
Oggi la televisione è schiava dell'auditel, dei numeri, ha perso di vista la qualità. Per averla occorrerebbero dirigenti capaci di capire che è meglio avere pochi telespettatori ma di qualità piuttosto che averne molti ma non in grado di apprezzare quel tipo di trasmissione.
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Dato che mi hanno gentilmente identificato come uno che ha fatto televisione d'autore, vorrei lanciare la televisione "d'appuntamento". Vorrei che il pubblico si desse appuntamento per vedere il programma, o comunque si considerasse impegnato quella sera.
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E' vero che si deve fare una tv di qualità, ma si deve anche tener conto della qualità degli spettatori.
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Ritornerò in tv quando mi permetteranno di mandare in onda un video di Ella Fitzgerald senza tagliarlo, come è già accaduto. La televisione ignora la buona musica, non la capisce.
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Alcune volte faccio finta di voler sminuire le cose che faccio creandomi così un alibi per fare tutto quello che mi piace.
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Il disco è ancora considerato un oggetto di svago, superfluo. Il disco ha spesso, invece, la stessa nobiltà di un libro.

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Franco Battiato

 
E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire. (da Prospettiva Nevsky)
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E un giorno sulla prospettiva Nevsky per caso vi incontrai Igor Strawinsky. (da Prospettiva Nevsky) 
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Cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente. (da Centro di gravità permanente)
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Gesuiti Euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming. (da Centro di gravità permanente)
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A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata, a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie. (da Bandiera Bianca)
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Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali. (da Bandiera Bianca)
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C'è chi si mette degli occhiali da sole | per avere più carisma e sintomatico mistero. (da Bandiera bianca)
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La stagione dell'amore viene e va, all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà. (da La stagione dell'amore)
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Francesco Guccini

 

Avrei voluto comporre una canzone su Gesù, ma non ci sono riuscito. (citato in City, 26 gennaio 2010, p. 1)
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(Parlando di De André) Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli. (da Rai Speciale TG1, intervista di Vincenzo Mollica)
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… ho una mia religiosità molto vaga, molto panteistica, per cui mi piace pensare di rincontrare tante persone che nel frattempo hanno deciso di andarsene prima di me. Io sono invece intenzionato a rimanere qua il più possibile, naturalmente. Sono quelle idee un po' romantiche; se ragiono freddamente dico che è impossibile, ma se lascio andare la fantasia... Sono sicuro in qualche modo di rincontrarle. (da Stagioni, a cura di Valentina Pattavina, Einaudi, 2000, p. 31)
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L'uomo, non tutti per carità, guarda pochi metri accanto a sé. E si scorda presto. La storia è maestra di pochi. Insegna poco davvero, a noi italiani. Siamo partiti con le pezze al culo, e adesso ci dimentichiamo che chi viene qui ha la stessa faccia di noi cento anni fa. Ecco, Odysseus su questo avrebbe qualcosa da dire. (da Guccini: "La storia è maestra di pochi", Gazzetta di Parma, 6 aprile 2011)
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Ogni opera – sia una canzone, sia una poesia, sia un libro, un romanzo etc. – va per il mondo... e ognuno ha il diritto di interpretarla come vuole. Non è che il pensiero dell'autore sia necessariamente il pensiero giusto; non c'è un pensiero giusto: ci sono vari modi di interpretare una cosa, un pezzo, una frase... (da Che tempo che fa, 11 febbraio 2006)
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Citazioni da canzoni
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto | l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto | è un dio che è morto. (da Dio è morto, 1965)
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Ma penso | che questa mia generazione è preparata | a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, | ad un futuro che ha già in mano, | a una rivolta senza armi, | perché noi tutti ormai sappiamo | che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge, | in ciò che noi crediamo, Dio è risorto, | in ciò che noi vogliamo, Dio è risorto, | nel mondo che faremo, | Dio è risorto. (da Dio è morto, 1965)
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Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo, non voglio pietra su questo mio corpo, perché pesante mi sembrerà. Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio; voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio. (da L'abero ed io)
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Lucio Dalla


… la mia barca si è rotta e ho dovuto fermarmi nel porto di Sorrento: mentre aspettavo che la riparassero mi diedero la suite dove era morto Caruso: c’era il pianoforte che aveva usato lui e mi sono fatto raccontare le ultime ore della sua vita, poi ho aggiunto i pezzi in napoletano per dare l’ epos giusto. Mai avrei pensato che quella canzone avrebbe venduto 30 milioni di dischi nel mondo, pensare che se non avessi rotto la barca...
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È chiaro Che il pensiero dà fastidio Anche se chi pensa È muto come un pesce Anzi è un pesce E come pesce è difficile da bloccare Perchè lo protegge il mare.
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Nella musica si parla e si scrive con l’animo e con la testa abbandonando il linguaggio ufficiale.
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La musica non ha steccati, ho fatto anche regìe di opere liriche, ho prodotto molti artisti. Non so neanche più io qual è il mio lavoro preciso, mi piace fare molte cose e mi diverto se sono diverse l’una dall’altra
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Credo più alle cose che non si vedono che a quelle che si vedono.
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Napoli è la città che preferisco sia dal punto di vista della bellezza che culturale. È la mia seconda città, ma forse anche la prima.
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I cambiamenti vanno sempre guardati non con sospetto ma con fiducia.
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Il meccanismo del credere è dentro di noi, nasce assieme a noi. È una rigenerazione, credere. Io sono credente e credulone. Sono disposto a credere. Anzi, faccio fatica a capire quelli che non credono. Io credo che la morte sia solo la fine del primo tempo.




Personalmente mi sento vicino a un gruppo luterano del Cinquecento, gli Spirituali, di cui faceva parte Michelangelo...
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L'avevo chiamato Stronzetto dell'Etna, era un bianco con molta gradazione prodotto nella mia vigna in Sicilia. Carmelo Bene s'era preso una ciucca terribile bevendolo, da non stare più in piedi. E la sera dopo consegnandomi un premio aveva detto "Ecco quello stronzetto di Lucio Dalla". Lo chiamai così per questo, il mio vino.
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Credo che l'aborto sia un dramma e vada affrontato con un atteggiamento molto più profondo rispetto ai dogmi. 
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La musica dei Prozac è di un rigore assoluto, paragonabile a quello della Gioconda. Li ho visti in concerto due volte: fuori della scena sembrano dei tour operator, sul palco sono da neurodeliri.
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A proposito di Papa Ratzinger
Non mi sento di parlarne bene. Neanche male. Ho letto i suoi libri. Li trovo molto faticosi. C'è una dimensione di vivere la fede che è più da teologo che da credente. E penso che ci sia molta più religiosità in Vito Mancuso.
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Non la conoscevo neanche Paola Pallottino (l'autrice di 4 marzo 1943, ndr) Venne lei a cercarmi alle Tremiti dov'ero in vacanza e mi consegnò questo testo del 4 marzo. Venne lì con le due figlie piccole che aveva. Mi misi a fischiettarla. Poi in un'osteria la cantai a Chico Buarque de Hollanda. Quando la ascoltò si mise a piangere. È cominciato così, tutto è stato casuale. Eppure guarda che questa casualità è molto più precisa. È come il profumo, ha le sue regole, bisogna solo stare attenti a beccarla. Se pensi che io non so una nota di musica... 
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